6573 Magadino, Via Orgnana 7, tel. +41 91 795 14 57                                                                      6574 Vira Gambarogno, la Strécia dal Oratòri 3, tel. +41 91 795 14 70
Magadino2017-11-18T09:29:05+02:00

Parrocchia San Carlo Borromeo
6573 Magadino , via Orgnana 7

Parroco: p. Bogdan Kalisztan
tel.: +41 91 795 14 57
Natel: +41 79 505 49 21
mail: michalici@bluewin.ch

Chiesa di Magadino

Può sembrare strano, ma a Magadino sia la casa parrocchiale sia la Chiesa sono proprietà del Municipio. Questo per un motivo storico che risale al 30 ottobre 1843 quando alcuni notabili magadinesi chiesero l’ indipendenza dalla parrocchia di Vira . Tale richiesta venne decretata dal Governo il 24 novembre. Dopo quella storica decisione, magadinesi dovettero darsi da fare, perché devevano costruirsi sia la Chiesa sia il municipio. La chiesa con la casa parrocchiale venne progettata dal celebre architetto milanese Giacomo Moraglia ed è opera monumentale in stile neoclassico. Venne costruita negli anni 1844-1846 e dedicata a san Carlo Borromeo che, in occasione dei suoi viaggi, più volte si recò a Magadino. Una delle pitture del Seewald ricorda l’incendio ben documentato da testimoni oculari dell’epoca. Oltre la bellezza esterna ed interna, anche il patrimonio pittorico della chiesa è notevole. Ricordiamo le tavole di San Bernardino da Siena e di Santa Caterina d’Alessandria, la tela della Pietà di Antonio Ciseri dipinta a Firenze nel 1851; la Natività di Mauro Conconi realizzata a Magadino nel 1848; la tela della Comunione di San Luigi Gonzaga da parte di San Carlo di Paul Deschwanden risalente al 1869 ed il ciclo di affreschi di Richard Seewald commissionati negli anni cinquanta. La chiesa è stata totalmente restaurata nel 1987-1988 dall’arch. Orlando Pampuri. L’intervento ha comportato anche un diverso impianto del presbiterio. Nel nuovo altare, dedicato dal Vescovo Mons. Eugenio Corecco il 5 novembre 1988, sono state inserite le reliquie dei santi Maria Rivier, Oliviero Lunket e dei beati Pietro Berno, Pietro Giuliano Eimar e Riccardo Pampuri. Conf. Boll. Parr.

L’organo della Chiesa.

Fin dall’inizio del secolo /1902/, quando la famiglia Guscetti donò un piccolo strumento costruito da Natale Balbiani di Milano, la chiesa di Magadino ha il suo prezioso strumento musicale. L’organo che noi conosciamo, ovvero quello costruito per la Parrocchia di Magadino dalla famiglia Mascioni di Cuvio, risale al 1951, ed è frutto dell’iniziativa di un appassionato organista, l’allora parroco di Magadino don Aldo Lanini.
Nel 1965, ovvero due anni dopo la prima edizione del Festival internazionale di musica organistica (nato appunto nel 1963), alfine di sostenere il livello artistico della manifestazione, l’organo fu nuovamente ampliato e potenziato per ottenere lo strumento che abbiamo oggi. Un organo a tre manuali con oltre 2300 canne disposte su somieri contenuti nella stessa cassa di stile neoclassico del primo organo Balbiani . Il sistema è elettropneumatico. In occasione del venticinquesimo del festival, l’organo si arricchisce di due nuovi registri al Pedale: un Ripieno e un Fagotto 8’. Quest’anno, l’organo di 44 registri, servirà anche per 56 – simo festival internazionale di musica organistica.

Chiesa di San Nicola da Bari a Quartino

Nel anno 1722 Nicola Calabresi faceva costruire una piccola chiesa” di elegante struttura”, e la volle dedicare al suo patrono San Nicolao. La chiesetta servì per parecchi anni, quale luogo di culto per i quartinesi. Nel 1953 viene sostituita da una più accogliente chiesa eretta a lato del Trodo su disegno dell’Architetto Alberti. La impresa edile di Battista Montemezzani di Quartino, ha eseguito i lavori in muratura e cemento armato, mentre un’altra ditta di Roberto Barberis di Vira Gambarogno, si è occupata dei lavori di sopra e degli intonaci. Anche la nuova chiesa di Quartino reca all’esterno la figura del Santo affrescata da Giuseppe Bolzani e poi sostituita nel 1992 dal mosaico realizzato da Alessandro Gamberini. All’interno della chiesa si può ammirare; il quadro dell’Immacolata tra i santi Nicola e Felice da Cantalice, Tabernacolo in bronzo di Remo Rossi, le statue di Madonna Immacolata e del Beato Pietro Berno e gli affreschi di Rolando Guatelli. Viene consacrata il 9 maggio 1954 dal vescovo mons. Angelo Jelmini.